La moto è il mezzo ideale per visitare le Cinque Terre. Permette di scegliere percorsi insoliti, come questo, meno conosciuto del classico giro con il treno, ma di grande fascino.

A ognuno dei cinque paesi delle Cinque Terre corrisponde, a mezza costa, un Santuario al quale gli abitanti sono da sempre legati da profonda devozione. Cinque chiese collegate al rispettivo borgo da ripide mulattiere, vere e proprie “Via Crucis” percorse ancora oggi dai credenti durante le ricorrenze annuali.

– Monterosso, Santuario di Nostra Signora di Soviore

– Vernazza, Santuario della Madonna di Reggio

– Corniglia, Santuario di San Bernardino

– Manarola, Santuario di Nostra Signora della Salute

– Riomaggiore, Santuario di Nostra Signora di Montenero

Li collega una strada panoramica (la SP370 di circa 25 chilometri) stretta e tortuosa, che passa in mezzo alla macchia mediterranea, a picco sul mare, attraverso rupi e uliveti. Impossibile da fare velocemente: il panorama ti obbliga a fermarti per ammirare ciò che c’è intorno.

Il mio suggerimento è di fare il percorso nella direzione da Levanto fino a Portovenere: potete godere meglio il paesaggio e arrivare nei singoli posti all’ora ideale.

Partite da Lavaggiorosso e dirigetevi verso il santuario di Soviore, sulla strada fra Levanto e Monterosso.  È bello visitarlo con la luce del mattino che filtra dagli alberi, godendo della quiete del posto. Potete approfittare della foresteria per fare una buona colazione!

Qui le informazioni essenziali sul sito: https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Nostra_Signora_di_Soviore

Soviore

Poco dopo Soviore imboccate la SP370 e seguitela fino al bivio per il santuario di Reggio. Qui potete lasciare la moto e proseguire a piedi fino al luogo di culto.

Lungo la strada che conduce al santuario potrete ammirare una delle viste più spettacolari del borgo di Vernazza!

Il Santuario NS di Reggio, con facciata romanica, è citato fin dal 1248. All’interno è custodita l’immagine della Vergine che la leggenda vuole compiuta da S.Luca, attribuita invece ad una scuola genovese del XIV secolo. Lecci, cedri, ippocastani e il più antico cipresso secolare di Liguria (800 anni) ombreggiano il piazzale nel quale una fonte sgorga da pittoreschi mascheroni. La cerimonia dell’incoronazione risale al 1853.

Se l’ora lo consente, potete fare un ottimo pic-nic nel piazzale, all’ombra dei giganteschi alberi che lo adornano. Oppure approfittare della locale foresteria.

Lasciato Reggio, continuare sulla strada provinciale, fino alla deviazione per Corniglia. Seguirla fino ad arrivare nella frazione di San Bernardino, dove troverete il santuario di Nostra Signora delle Grazie, riadattamento ottocentesco da una cappella di origine tardo medievale. Nel santuario si venera una Madonna col Bambino, probabile opera settecentesca, che venne incoronata nel 1891.

Non perdetevi l’occasione di scendere fino all’abitato di Corniglia che, essendo l’unico delle Cinque Terre non a livello del mare, è un po’ più al riparo dalle orde di turisti mordi-e-fuggi.

Dirigetevi ora verso Volastra, sede del santuario di Nostra Signora della Salute. Le prime attestazioni della chiesa di NS della Salute lo documentano a partire dal 1240. All’interno, a navata senza abside, costruita con conci regolari di pietra, si venera un’immagine della Madonna incoronata nel 1861. La facciata dallo stile romanico presenta un portale a ogiva e una piccola bifora.

Ma non è tanto il santuario che attirerà la vostra attenzione, quanto il paesaggio che avete intorno: Volastra è un vero gioiello, che nasconde dentro di sé un tesoro ancora più grande: il sentiero che porta a Monasteroli.

Volastra

Per molti è il sentiero più bello del mondo. Una scalinata mozzafiato di circa 2.000 gradini scende fino a un gruppo di case arroccate sopra un mare straordinario. Percorrerlo, anche solo per una parte, è un’esperienza indimenticabile, soprattutto nelle ore del tardo pomeriggio.

Una volta che si siete ripresi dallo sforzo non indifferente, rimettetevi in sella in direzione del Santuario di Nostra Signora di Montenero, sopra Riomaggiore. Lungo la strada potrete ammirare un paesaggio unico, modellato dalla mano dell’uomo, con i celebri terrazzamenti dove si produce lo Sciachetrà, il vino dolce locale. Lungo la strada trovate le stazioncine dei piccoli convogli a cremagliera che vengono utilizzati dai contadini per raggiungere le vigne a strapiombo sul mare. Un giro su uno di quei trabiccoli supera di gran lunga l’adrenalina che potete provare in un qualsiasi parco giochi!

Sciacchetrà

Scendete a Riomaggiore, o a Manarola per vedere da vicino queste due perle della Liguria. Poi rimettetevi in viaggio per l’ultima tappa: Portovenere.

Portovenere

Non ci sono parole per descrivere la magia di questo posto. Già la strada che si percorre per arrivarci, una volta scesi nella conca di La Spezia, è impagabile. Una serie di piccoli borghi con intorno una natura incontaminata (grazie alle servitù militari ancora in essere). Poi il paese di Portovenere, con di fronte l’isola della Palmaria e, sulla punta, l’incomparabile chiesa di San Pietro.

(https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Pietro_(Porto_Venere) )

Non vi resta che cibare lo spirito (e il corpo, in uno degli ottimi ristoranti del paese).

La via dei santuari